L’apparizione della Beata Vergine e di san Pietro ai compagni di san Brunone
Pubblicato su “MuseoinVita” | 13 | 2024
La rubrica “Colpo d’occhio” intende fornire al lettore rapide citazioni bibliografiche e sintetiche chiavi di lettura per accostarsi ai capolavori dei nostri Musei. In questo numero di “MuseoinVita”, l’attenzione si concentra sul dipinto di Giuseppe Avanzi, “Apparizione della Beata Vergine e di san Pietro ai compagni di san Brunone” che si conserva nella chiesa di San Cristoforo alla Certosa.

Adì 22 detto [aprile 1696] Li Padri della Certosa esposero in publico nella Loro chiesa à latti dell’Altar Maggiore due gran Quadroni con sopra dipintivi alcune Opere di San Brunone per mano di Giuseppe Avvanzi Pittore Ferrarese in prezzo di scudi seicento senza l’azzuro, Tella, Tellaro e Cornici che in tutto costarono ottocento scudi d’ordine e spesa del P.D. Daniele Campanini priore del loro Monastero.
N. Baruffaldi, Annali di Ferrara scritti da Nicolò Baruffaldi Ferrarese Tomo I che contiene
ciò ch’è accaduto di memorabile in essa Città dall’Anno MDCLX sino al MDCC, c.188, Ferrara,
Biblioteca Comunale Ariostea, Collezione Antonelli, Ms. 594, vol. I.
La facilità e prestezza del […] fare [di Giuseppe Avanzi] fu quella che mosse gli animi ad impegnarlo in lavori grandi […], che parve nato solo per quadri di prima grandezza, per lavorare i quali avea molti benevoli e partigiani che gli facean strada, nè si scopriva luogo, ove si disegnasse di fare qualche gran quadro, che a lui non fosse procurato. Un Antonio Simoni mercadante ferrarese talmente gli si affezionò, e tale amicizia seco strinse, che dichiarossi di non volere che l’Avanzi stesse mai in tutto il tempo del suo vivere senza qualche lavoro. Così pure il padre Daniele Campanini priore della Certosa tolse a coltivarlo, e dove in quella chiesa fossero muri vasti, capaci d’essere adorni di qualche quadro o pure dove le stanze del monastero potessero capirne, tutti gli volle fatti da questo pennello. Quindi è che nel presbitero i due gran quadroni rappresentanti alcuni fatti di s. Brunone furono appoggiati a lui, ed egli per aver sito bastevole e rimoto lavorolli l’anno 1695 nella chiesa di s. Lucia vecchia.
G. Baruffaldi, Vita de’ pittori e scultori ferraresi, vol. II, Ferrara 1847, pp. 309-310
Il Padre Daniele Campanini Priore della Certosa di Ferrara molto si compiaceva del carattere spedito di Giuseppe, e per la sua Chiesa, e Monastero spessissimo lo impiegò come vedremo, e fu servito veramente da Lui con distinzione, trovandosi in questo luogo de’ migliori, e più magnifici suoi prodotti. […] Nella Chiesa della Certosa dunque si vede a mano destrà attaccato al muro della crociera gran Tela con espressa la decollazione di S. Giovanni Battista dipinta su il gusto guercinesco, e questo Quadro volle parecchie volle replicare e ricoreggere sì ne’ contorni come nelle tinte, e però sono riuscite così calde e vaghe che non restano abbattute da tanti altri Quadri di ottimi professori esposti nel medesimo luogo. Due Quadri per traverso d ‘ una estensione veramente grandissima nel Presbiterio con farragine di grandiose figure l’uno esprimente S. Brunone nell’Eremo confortato dalla Santissima Vergine, l’altro un fatto d’armi del Conte Ruggeri, comparendo il suddetto Santo a svelargli il tradimento, e l’Angelo sterminatore de’ suoi nemici: si compirono con attenzione da Lui queste due gran Tele l‘Anno 1695 e siccome non eravi luogo appartato per poterle stendere si dice, che le travagliasse attaccate ai muri laterali della Chiesa di S. Lucia vecchia in allora non ingombri dai due altari.
C. Cittadella, Catalogo istorico de pittori e scultori ferraresi, vol. IV, Ferrara 1783, pp. 58-61
In fondo al Coro è il titolare S. Cristoforo dipinto da Bastianino, e le due grandi tele che sono ai lati del presbiterio, una con la B. Vergine che conforta S. Bruno nell’Eremo, e l’altra , con un fatto d’armi del Conte Ruggeri, sono di Giuseppe Avanzi pittore ferrarese, che quantunque dedito ai giuochi, alle gozzoviglie, alla caccia, dipinse moltissimo.
F. Avventi, Il servitore di piazza, Ferrara 1838, p. 233
Sono, per l’eccezionale dimensione e la complessità della composizione, tra le opere di maggior impegno dell’Avanzi. Il Baruffaldi li rammenta esplicitamente fornendoci anche la data dell’esecuzione. […] I dipinti, rammentati da tutte le guide (il Cittadella aggiunge che il pittore li riprese e ritoccò più volte) sono stati gravemente danneggiati da un’incursione aerea nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, e si trovano attualmente presso la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, che ne sta curando il restauro. A quanto è dato di vedere nelle presenti condizioni, l’Avanzi vi si applicò con insolita cura, rifacendosi ai grandi esempi forniti dalle vaste composizioni bononiane della prima metà del secolo.
E. Riccomini, Il Seicento ferrarese, Ferrara 1969, p. 60