Presentazione del numero 13/2024 di “MuseoinVita”
Con un numero quasi interamente dedicato agli importanti restauri pittorici realizzati nel corso del 2023, riprende la pubblicazione di MuseoinVita, la rivista dei Musei d’Arte Antica del Comune di Ferrara.
Ultimo in ordine di tempo, ma certamente il primo a dover essere ricordato per l’eccezionalità dell’operazione, è l’intervento di restituzione alla fruizione pubblica, dopo un complesso restauro, di una delle due monumentali tele di Giuseppe Avanzi (1645-1718), di committenza certosina, collocate nel 1696 nel Tempio di San Cristoforo alla Certosa.
I due dipinti, di eccezionali dimensioni (circa 36 metri quadrati), furono staccati dalle cornici e dalle pareti del presbiterio dopo il bombardamento del 28 gennaio 1944 che danneggiò gravemente la volta dell’abside della Chiesa. In oltre ottant’anni le due opere hanno attraversato vicende conservative complesse, ripercorse negli articoli inclusi in questo numero, che stanno finalmente concludendosi grazie ad una proficua collaborazione tra Comune di Ferrara, Regione Emilia-Romagna e Ministero della Cultura – Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.
Una convenzione tra il Comune e la Regione, siglata ai sensi della L.R. 18/2000, ha già consentito la ricollocazione di una delle due tele, quella raffigurante l’Apparizione della Beata Vergine e San Pietro ai compagni di San Brunone, dopo un lungo e complesso restauro a cura del Laboratorio Nonfarmale. Il ritorno dell’opera è stato accompagnato da una presentazione pubblica, da un convegno di approfondimento e da visite guidate gratuite, molto partecipate; iniziative che hanno consentito al pubblico di approfondire la conoscenza di un tassello importante del patrimonio artistico del Seicento ferrarese.
La seconda tela, raffigurante l’Apparizione di san Brunone a Ruggero Conte di Sicilia prima della battaglia, ora in restauro grazie a fondi del MIC, sarà ricollocata con ogni probabilità entro il 2025.
Anche l’ulteriore intervento conservativo presentato in queste pagine, il restauro della tavola di Domenico Panetti, Madonna col bambino e due donatori, è il frutto di una virtuosa collaborazione, questa volta tra il Comune e associazioni del territorio: Ambassador Club Ferrara, Ferrariae Decus, Soroptimist International Club, Associazione Italiana Sommelier delegazione di Ferrara, FIDAPA BPW Italy, sezione di Ferrara ed Amici dei Musei. Con il loro generoso sostegno economico, esse hanno consentito non solo di effettuare un’operazione di salvaguardia dell’opera, ma anche di realizzare una campagna di analisi diagnostiche, oltre che stimolare l’avvio di studi storico-critici di un’opera che rappresenta un’importante testimonianza della civiltà figurativa estense.
Se i restauri pittorici sono dunque i protagonisti di questo numero della rivista, non mancano però altre suggestioni ed esplorazioni relativamente a tematiche che rivestono un significato di particolare pregnanza nell’ambito dei musei della città.
Innanzitutto, un approfondimento dedicato a Gualtiero Medri, storico direttore dei Musei Civici, relativo al percorso professionale ed umano dello studioso fino al 1931, svolta attraverso un’approfondita indagine dei documenti depositati nella Biblioteca di Palazzo Bonacossi, nel fondo archivistico che porta il suo nome.
Non poteva mancare, poi, un focus sulla ricchezza del repertorio fotografico conservato negli archivi della Fototeca storica e, in particolare, sull’intervento – attualmente in corso – di riordino dei suoi apparati documentali, in prospettiva di una prossima e mirata valorizzazione del prezioso patrimonio di immagini fondamentale nella storia della città.
Infine, una proposta di didattica museale ispirata al patrimonio storico-artistico conservato al Museo della Cattedrale, esito di una tesi magistrale in Didattica delle Arti Visive che sviluppa una interessante suggestione legata ai nuovi approcci della mediazione museale con un’attenzione specifica a problematiche cogenti della contemporaneità.
Un sentito ringraziamento rivolgo quindi a tutti gli autori degli articoli di questo numero ed a quanti, nell’ambito del Servizio Musei d’Arte, collaborano quotidianamente, con passione e professionalità, alla realizzazione di tutte le attività di conservazione e valorizzazione del nostro straordinario patrimonio.